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Libia, compagnie italiane lasciano Tripoli

Il Governo di accordo nazionale (GNA) di Tripoli ha ordinato all’ufficio del pubblico ministero di emettere dei mandati di arresto contro Khalifa Haftar e i suoi alleati responsabili di aver condotto l’offensiva militare sulla capitale libica, fa sapere l’emittente al-Jazeera. Il governo di Tripoli riconosciuto dall’Onu aveva già definito l’attacco aereo delle forze del generale sull’aeroporto di Tripoli “un crimine di guerra”, realizzato “in violazione di tutte le norme e degli accordi internazionali”. Il premier al Sarraj ha chiesto al pubblico ministero di preparare dei mandati d’arresto contro il generale e ha detto che Haftar e i membri dell’Esercito nazionale libico (Lna) saranno portati a processo davanti a un tribunale internazionale. Il mandato di arresto non avrà alcun effetto sulla condotta del generale, considerato che Haftar rivendica di dover rispondere esclusivamente al governo di Tobruk. Gianfranco Damiano, presidente della Camera di commercio Italo Libica, ha confermato che parte delle compagnie italiane impiegate nel settore energetico in Libia hanno lasciato Tripoli come conseguenza degli scontri degli ultimi giorni e del deteriorasi della situazione del Paese nordafricano. Damiano ha inoltre aggiunto che le compagnie che operano a Misurata e a Benghazi continuano a lavorare come sempre, fa sapere l’agenzia Aki.

Rimandata a causa dei combattimenti la conferenza sponsorizzata dall’Onu sul futuro della Libia prevista per il 14 aprile