Italia, operazione “Foreign Fighers”: arresti tra Brescia e Sardegna

Italia, operazione “Foreign Fighers”: arresti tra Brescia e Sardegna

Si susseguono le operazioni antiterrorismo in Italia, questa volta l’inchiesta è denominata “Foreign fightersche ha smantellato due cellule terroristiche che sostenevano finanziariamente il gruppo siriano qaedista “Jabhat Fateh al Sham (già Jabath al Nusra – Al Nusra Front). Gli uomini della Guardia di Finanza, Polizia di Stato, entrambe coordinate dalle Direzioni distrettuali antimafia di Brescia e Cagliari e dalla Procura nazionale antiterrorismo, hanno eseguito 14 arresti e iscritto nel registro degli indagati altre 16. L’operazione è giudicata di alto valore visto che sono emersi i finanziamenti a gruppi jihadisti attivi in Siria. Profitti illeciti realizzati con l’indegno traffico di migranti dirottati sulla rotta balcanica divenuta una vera e propria autostrada dell’illegalità. Gli inquirenti hanno rivelato che il giro di denaro era ingente, almeno due milioni di euro sarebbero stati gestiti dalle due cellule che agivano separatamente ma con le stesse finalità criminal-terroristiche.

Il meccanismo finanziario

Si chiama “Hawala che in arabo vuol dire “trasferimento” ed è un sistema che si è sviluppato in Medio Oriente nel corso del medioevo e si è poi diffuso in Asia meridionale e in alcune parti dell’Africa. Come funziona? Il trader, o meglio “l’ hawaladar”, ottiene l’incarico da parte di un soggetto o da una famiglia di effettuare il trasferimento di una somma di denaro. L’hawaladar invia un messaggio WhatsApp o Telegram con nome e quantità dei soldi da spedire ad un secondo trader. Il tutto utilizzando un codice criptato che conoscono solo lui e il suo cliente.A questo punto il secondo “hawaladar” serve perche è colui che si trova vicino ad un punto dove andranno ritirati i soldi, ed è cosi che il cliente finale una volta ottenuto il codice dal secondo trader, potrà ritirare la somma. Il volume globale di questo sistema è importante, ogni anno i migranti in tutto il mondo inviano nei loro paesi d’origine circa 600 miliardi di euro. Circa la metà di questi vengono inviati tramite circuiti finanziari informali, come l’hawala. Ogni transazione comporta il pagamento di una tassa di circa 20 dollari.


Per tornare all’operazione “Foreign fighters” è stato appurato che i due gruppi operavano con medesime finalità in Lombardia e in Sardegna e avevavano come come capi il siriano Daadoue Anwar
alias “Abou Murad” fermato nella città di Norrköping (Svezia) dove si era trasferito e non certo a caso, e Bazkka Alaa anch’egli siriano. Daadoue Anwar benchè vivesse in Svezia, era ancora il “dominus” delle operazioni dei cittadini siriani in Sardegna. La sua pero’ è anche l’ennesima brutta storia di immeritata accoglienza visto che mentre in Svezia risulta essere in stato di indigenza (per questo gli sono state erogate le prestazioni del generoso stato sociale svedese), ad Olbia risulta essere allo stato il rappresentante legale dell’Associazione Culturale Assalam (fondata nel 2012), nonché amministratore unico e socio della S.I.M. Costruzioni S.r.l. L’inchiesta ha avuto una forte accelerazione dopo che il 3 aprile 2017 venne sentito Abdulmalek Mohamad, detenuto a Cagliari per terrorismo internazionale e sodale di Daadoue Anwar che ha dichiarato;L’unica cosa che è stata acquistata dall’Italia sono i mirini ottici per Kalashnikov, comprati da tale Ibrahim, ma non so a chi sono andati, se ad Al-Nusra o ad altri gruppi”. Le armi partivano dalla Turchia grazie al servizio finanziario fornito da Anwar e i soldi andavano ad Al-Nusra poiché i miei connazionali si fidavano principalmente di Al-Nusra, che, a differenza di altri gruppi, è sempre rimasto compatto. Chiaramente, i soldi che il gruppo di Anwar manda in Siria non sono solo suoi, ma anche raccolti da altri paesi, quali Svezia, Germania e così via. Sono i soldi di coloro che vogliono contribuire alla causa dei combattenti anti governativi”. Questa nuova complessa operazione ci deve dire ancora molte ma qualche valutazione la possiamo già fare ; è provato che i gruppi jihadisti si finanziano anche con il traffico di vite umane. Quindi abbiamo a che fare con veri imprenditori del terrorismo, la seconda; è vero che la rotta balcanica è fuori controllo nonostante le molte rassicurazioni. Ma allora chi ci rassicura non sa o finge di non sapere ? La terza; l’Europa è come un’immensa prateria dove ci si muove liberamente e come visto troppe volte si puo’ essere indigenti in Svezia e per questo mantenuti dallo stato sociale, pur essendo in un altro paese dell’UE (in questo caso l’Italia) imprenditori iscritti alla Camera di Commercio. E’ grave, molto grave. La quarta: chi mette nel bersaglio le criptovalute spara a salve, l’hawala muove centinaia e centinaia di milioni di euro sfuggendo ad ogni controllo. La quinta; sempre piu’ spesso queste gruppi si formano e operano in città come Bologna, Reggio Emilia, Olbia, Lecco e in piccoli centri della provincia italiana.

Infine l’ennesima operazione italiana dimostra la grande capacità dei servizi segreti italiani (AISI) e dell’intelligence militare presente in diverse aree di crisi. Entrambe realtà di eccellenza molto abili nel raccogliere i segnali che arrivano dalle “antenne” sparse per il Mediterraneo. Un lavoro certosino del quale beneficia non solo l’Italia. Sperando che la nuova stagione politica che pare avviarsi, non ingerirà troppo magari proponendo operazioni o interrogatori in streaming.

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