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Le criptovalute sbarcano nella sanità italiana

Le criptovalute sbarcano nella sanità italiana

In un Paese come l’Italia, tradizionalmente restio ad accettare i cambiamenti, l’avvento dei Bitcoin e delle altre valute elettroniche è stato inizialmente accolto dall’opinione pubblica con diffidenza e scetticismo. Ma la nostra economia, oggi in graduale ripresa dopo anni di depressione, non può permettersi di non considerare ogni aspetto relativo alla materia, specie quando questa promette di avere effetti positivi. Oltreconfine, grandi player tecnologici del calibro di Facebook, Expedia e Telegram, hanno già da tempo acquisito dimestichezza con le transazioni tramite criptovalute e scommettono pesantemente sulla loro durata.

Dunque, è bene che anche in Italia imprenditori e consumatori inizino a familiarizzare con il concetto e con il potenziale utilizzo delle monete digitali. Pochi sanno, ad esempio, che con i Bitcoin già oggi si può acquistare in modo veloce e sicuro qualsiasi tipo prodotto, sia esso di prima necessità o di lusso: un panino come un gioiello, lo skipass come un biglietto del treno. E il discorso vale naturalmente anche per molte altre situazioni, come ad esempio la parcella di una causa legale.

 

L’iniziativa di Consulcesi

Su questo fronte c’è chi si è mosso con largo anticipo rispetto agli altri: in Europa, uno dei primi è stato Consulcesi. Dal primo febbraio 2018, infatti, il network leader nei servizi e nell’assistenza legale al mondo medico-sanitario, accetterà anche Bitcoin ed Ethereum (un’altra delle valute digitali maggiormente in ascesa) come forma di pagamento per le proprie prestazioni. La società, prima tra molti, aveva già tracciato la strada nel dicembre scorso, quando ai propri manager e responsabili aveva fatto trovare sotto l’albero di Natale non il classico cesto natalizio, ma un dispositivo elettronico già predisposto per operare sul mercato delle criptovalute.

La rivoluzione, dunque, è iniziata e adesso bisogna restare al passo, imparando a conoscere quantomeno le numerose applicazioni che questo sistema garantisce. Facciamo un esempio: per restare al mondo forense della sanità, potranno usare Bitcoin o Ethereum quei medici che intendono intraprendere la vertenza per il mancato riconoscimento delle borse di studio ai medici specialisti negli anni tra il 1978 e il 2006. E presto il campo si allargherà ad altri servizi.

Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, è convinto che la strategia sposata dal gruppo sia quella giusta per garantire ai propri clienti servizi ancora più rapidi ed efficienti. «Crediamo fortemente nelle potenzialità che blockchain e cryptocurrency offrono. Le criptovalute hanno le stesse caratteristiche dell’oro, sono un bene rifugio e limitato, ma hanno anche un alto valore tecnologico ed è proprio questo che fa la differenza».

Il presidente Consulcesi dunque guida l’avanguardia nel settore e si dice certo che la diffidenza nei confronti dei pagamenti effettuati con valute elettroniche, che sarebbero meno sicuri e maggiormente soggetti a rischio rispetto a quelli tradizionali, sia soltanto una questione di tempo. In ogni caso, per convincere della bontà del mezzo tecnologico, specie per aree sensibili come sanità e giustizia, Consulcesi guarda soprattutto alla sicurezza del sistema informatico come priorità: «la tecnologia blockchain assicura certezza. E i progetti blockchain-based in ambito legale e sanitario, proprio in riferimento a questa iniziativa, rivoluzioneranno moltissimi aspetti della vita quotidiana di tutti».

Per entrare a far parte della rivoluzione valutaria, dunque, l’appuntamento è fissato al primo febbraio 2018, quando Consulcesi applicherà il nuovo sistema e aprirà la strada a una nuova forma di transazioni.