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Chi è Chérif Chekatt, l’attentatore di Strasburgo

Chi è Chérif Chekatt, l’attentatore di Strasburgo

Alla fine il temuto attacco terroristico durante il periodo natalizio in Francia, c’è stato. Il 29enne Chérif Chekatt cittadino francese, nato a Strasburgo nel Febbraio 1989, alle 20.0 di martedì 11 dicembre 2018, ha messo in atto il suo piano omicida seminando il terrore nel cuore di Stasburgo che in questo periodo si riempie di turisti che accorrono nei mercatini di Natale. Ma chi è Chérif Chekatt che dopo aver ucciso tre persone e dopo averne ferite almeno dodici, si è dato alla fuga armato fino ai denti ? Si tratta di criminale comune specializzato in rapine commesse tra Francia e Germania che in carcere si è votato all’islam estremo arrivando ad essere schedato nel 2016 come “fiche S” (pericoloso per la sicurezza dello Stato) dalla direzione generale per la sicurezza interna (DGSI).Proprio ieri mattina la polizia si era presentata nel quartiere Neudorf, al numero 5 di rue d’Épinal dove l’uomo abita, per arrestarlo in seguito ad una rapina e tentato omicidio. Lo hanno cercato per tutto il giorno senza trovarlo ma alla fine è stato lui a dare la caccia alla Polizia francese sparando all’impazzata sugli agenti e sui soldati che presidiavano la zona della cattedrale di Strasburgo. Durante la giornata tutti i suoi complici sono stati fermati e forse uno di loro, lo ha avvisato per tempo. Nel suo appartamento sono state ritrovate delle granate, un segno evidente che Chérif Chekatt stava preparando qualcosa di grosso. Lui è una delle 20,459 persone schedate dal FSRPT (Fichier des signalements pour la prévention de la radicalisation à caractère terroriste) dei quali 10.000 ritenuti pronti all’atto violento. Tra loro 3.391 (16,5%) cittadini stranieri e 619 hanno la doppia cittadinanza (dati al 2018/09/28 del Ministero all’interni). Il fenomeno della radicalizzazione in carcere non è certo un fatto nuovo, in Germania, Belgio, Inghilterra, Austria, Spagna, Italia e in altri paesi europei le carceri stanno diventando l’incubatore del radicalismo salafita. Questo accade anche grazie a clamorosi errori come ad esempio in Germania dove all’interno delle carceri operano “consiglieri sprituali” come Bernard Falk noto predicatore del male ex terrorista di estrema sinistra, ex galeotto ( è stato 12 volte in carcere) che oggi gira per le carceri tedesche per dare il suo conforto ai fratelli. In Austria per anni alcune biblioteche delle carceri erano gestite da detenuti musulmani radicali. Altro grande tema è quello degli imam che accedono alle strutture carcerarie, spesso si tratta di personaggi senza alcuna formazione religiosa che propagano i semi dell’odio introducendo nelle carceri libri e testi che propagano l’odio. Non va dimenticato infine il forte carattere simbolico dell’attacco di ieri, la magnifica cattedrale di Strasburgo fin dala fine degli anni 90 è nel mirino degli islamisti che la vorrebbero abbattere facendola saltare per aria. Nel 2001, qualche mese prima delle stragi che colpirono gli Stati Uniti, nell’ambito delle sue indagini presso la Procura di Milano, il Magistrato italiano Stefano Dambruoso fece arrestare per tempo una cellula di terroristi composta da quattro elementi che aveva come capo il tunisino Essid Sami Ben Khemais (detto “il viaggiatore” (per via dei frenetici spostamenti). Se non fosse stato fermato in tempo, avrebbe fatto saltare in aria la Cattedrale proprio durante le feste di Natale di quell’anno. Erano i tempi di Al Qaeda e dei progetti terrostici studiati tra le grotte afgane e pakistane.

Per tornare all’Alsazia, questa regione francese è uno dei bastioni storici dell’islam radicale con la città di Strasburgo che è stata presa d’assalto negli anni da varie organizzazioni per costruire moschee e centri islmaici. Tra queste spicca la grande moschea di Strasburgo http://www.mosquee-strasbourg.com, oppure la moschea “Eyüp Sultan”. La moschea, situata nel quartiere di Meinau, è stata ristrutturata dall’architetto turco Muharrem Hilmi Senlap che punta a preservarne in modo perfetto lo stile ottomano. Conosciuta anche come la “Grande Moschea Turca”, “Eyüp Sultan” ha 28 tra cupole e minareti alti fino a 44 metri. Alla fine dei lavori avrà una superfice di 10.000 metri quadri divisi tra uno spazio di preghiera che ospiterà 3.000 fedeli, diverse sale per conferenze, una scuola, una biblioteca, un’area per gli insegnanti, un ristorante halal e alcune boutique dove si potranno acquistare vestiti islamici. Ci sarà anche un parcheggio per 600 auto e 260 biciclette. All’inaugurazione organizzata il 15 ottobre 2017 per l’inizio dei lavori c’erano centinaia di persone tra cui molti politici locali, come il sindaco di Strasburgo Roland Ries, il prefetto del Basso Reno Jean-Luc Marx, i rappresentanti del Consiglio francese del culto musulmano (CFCM) e vari rappresentanti delle altre confessioni religiose. Alla cerimonia ha preso parte anche il vice primo ministro turco Bekir Bozdag, rappresentanti politici della Bosnia-Herzegovina e gli ambasciatori della Turchia e dell’Arabia Saudita in Francia. Da una stima iniziale di 17 milioni di euro, il costo dei lavori dovrebbe alla fine lievitare a circa 32 milioni. Alle spese parteciperà anche il comune di Strasburgo con un contributo di 1,2 milioni di euro. Un investimento effettuato nella convizione che «la moschea contribuirà alla diversità religiosa, architettonica e culturale di Strasburgo».