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Categoria: Focus

Rivolta in Iran. Il re è nudo

«La rivolta in Iran è stata sconfitta» ha tuonato martedì 3 gennaio il comandante dei Pasdaran iraniani, Mohammad Ali Jafari, mettendo a tacere le voci che volevano il governo iraniano in grave difficoltà di fronte a un’ondata di proteste senza leader né precedenti. La violenza e la repressione, applicate in maniera metodica dai Pasdaran, hanno in effetti funzionato alla perfezione, consentendo agli Ayatollah di non perdere troppo il sonno. Il sistema, insomma, ha retto all’onda d’urto della piazza. Del resto, non vi erano molti dubbi perché – come già scritto su queste pagine – le istituzioni iraniane possiedono tutti...

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Che cosa succede in Iran. Gli Ayatollah nel mirino

Il nemico dell’Iran è anzitutto esterno, dice la massima autorità del paese l’Ayatollah Ali Khamenei. E si dice certo che le proteste si fermeranno. Può anche darsi. Ma il vero problema del paese, oggi come domani, resta la teocrazia degli Ayatollah, una forma di potere assolutista che ormai mal si concilia con le esigenze di un popolo che si sta aprendo velocemente all’esterno e alla modernità, e che legge con timore crescente le mosse in politica estera approntate dalla Guida Suprema in Medio Oriente cui il governo del presidente Hassan Rouhani si è dovuto adeguare. Per capirlo, è utile...

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I nemici interni di Hassan Rouhani

A sette mesi dalla vittoria elettorale che lo scorso 19 maggio gli ha consegnato un secondo mandato alla guida dell’Iran, il presidente Hassan Rouhani deve fare i conti non solo con le instabilità del Medio Oriente e le pressioni sempre più forti esercitate dall’Arabia Saudita, ma anche con serie criticità interne come dimostrano le violente proteste scoppiate negli ultimi giorni in tutto il Paese che hanno provocato finora oltre 20 morti e più di 450 manifestanti antigovernativi arresti. Per anni con la sua retorica moderata e liberale, molto apprezzata da parte dell’Occidente, Rouhani ha fatto ombra alla crescente insoddisfazione...

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La sfida Iran-Arabia Saudita

«Un atto di guerra». Ecco come il principe designato dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, ha definito il lancio di un missile proveniente dallo Yemen, che lo scorso 4 novembre ha lambito l’aeroporto internazionale King Khaled, distante poco più di 10 km dalla capitale Riad. L’agenzia ufficiale del regno Saudi Press ha affermato che dietro all’aggressione yemenita c’è «il coinvolgimento diretto del regime iraniano, che fornisce missili alle milizie Houthi». E che, pertanto, l’episodio rappresenta «un’aggressione militare diretta del regime iraniano» contro gli interessi sauditi nella regione. Come noto, Arabia Saudita e Iran sono le due potenze regionali che, nell’intricata...

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