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Autore: Stefano Piazza

I movimenti salafiti in Olanda

Se è vero che lo sciame di attentati in Europa si è momentaneamente arrestato, la minaccia jihadista che grava sul Vecchio Continente non è affatto diminuita. In questo frangente di calma apparente i gruppi estremisti si stanno infatti riorganizzando in silenzio. Vale tanto per le cellule affiliate a ISIS, quanto per chi, deluso dal tramonto del sogno del Califfato, ha deciso di tornare ad abbracciare la causa di Al Qaeda. Uno degli Stati più attenzionati dai servizi d’intelligence europei è l’Olanda. A descrivere la situazione del Paese dei tulipani è un rapporto denominato Terrorist Threat Assessment for the Netherlands,...

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Germania, i salafiti della Brigata Lohberger

Il prossimo 26 febbraio a Duisburg si terrà la prima udienza del processo a carico di un 28enne tedesco di origini turche che aveva progettato una strage a Kamp-Lintfor, nel Lander della Renania Settentrionale-Vestfalia. Secondo l’accusa, l’uomo – del quale non sono state fornite le generalità – era «determinato a uccidere quante più persone possibili con l’esplosione che aveva pianificato in modo da intaccare il sentimento di sicurezza della popolazione». Nonostante lui neghi e il suo avvocato ne professi l’innocenza, le prove contro di lui sono molto pesanti. Nel garage dell’abitazione in cui viveva a Neukirchen-Vluyn, nel maggio del...

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Fine della corsa per i “Beatles dell’ISIS”

Sono stati catturati nei giorni scorsi nei dintorni di Raqqa dai miliziani curdi delle SDF (Forze Democratiche Siriane) gli ultimi due membri britannici della cosidetta “cellula dei Beatles” dell’ISIS. A farne parte quattro londinesi: Mohammed Emwazi, conosciuto come “Jihadi John”, Aine Davis, Alexanda Kotey e El Shafee Elsheikh. Il primo è stato ucciso nel 2015, il secondo è stato arrestato in Turchia nel 2017, gli ultimi sono stati fermati qualche giorno fa. I quattro, cresciuti in Inghilterra e in possesso del passaporto britannico, erano conosciuti come i “Beatles” per via del marcato accento londinese con il quale si esprimevano...

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Quanto costa deradicalizzare i foreign fighters

Con il dissolvimento territoriale dello Stato Islamico, sulle scrivanie di molti governi europei resta un dossier aperto: come gestire il rientro dei jihadisti nei loro Paesi d’origine? Molti di coloro che sono stati catturati in Iraq verranno giudicati e sconteranno pesanti pene detentive. Altri, invece, dovranno essere rimandati in patria: soprattutto donne e bambini, molti dei quali nati tra la Siria e l’Iraq nei territori che erano in mano al Califfato. L’Europa, anche su questo fronte, procede in ordine sparso. Ogni Stato, in assenza di una giurisprudenza comune, prova la sua “ricetta” per tentare di inquadrare e arginare il...

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Jihad e criminali: viaggio tra le paure di Londra

Qualche settimana fa l’Ufficio nazionale di statistica del Regno Unito (ONS) ha pubblicato i dati sulla sicurezza del Paese relativi al 2017. Come si temeva la situazione è molto allarmante. Gli elementi raccolti dalle 44 unità di polizia del Regno Unito fotografano infatti il sostanziale fallimento delle autorità inglesi alle prese con le conseguenze della Brexit. In materia di sicurezza il divorzio dall’UE secondo John Spencer, presidente della European Criminal Law Association che riunisce accademici, funzionari e avvocati, «sarà per il crimine organizzato probabilmente il più promettente cambiamento della scena europea dalla caduta del comunismo e immagino che per questo stiano...

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