Seleziona Pagina

Attentato a Melbourne, l’Australia scopre il jihadismo

Attentato a Melbourne, l’Australia scopre il jihadismo

Nuovi momenti di terrore ieri pomeriggio in Australia. Alle 16.20 ora locale, nel centro cittadino di Melbourne il 31 cittadino somalo Hassan Khalif Shire Ali al grido «Allahu Akbar» dopo aver incendiato un’auto, si è lanciato con il suo pick-up contro un centro commerciale della città. Sia prima che dopo esser sceso dal veicolo, Hassan Khalif Shire Ali già noto per il suo estremismo religioso e che forse potrebbe essere stato anche a combattere in Siria, prima di essere ucciso dalla polizia, ha accoltellato diversi passanti uccidendone uno e ferendone altri due. L’unica vittima dell’attacco è il notissimo 74enne italiano Sisto Malaspina comproprietario del “Pellegrini’s Café”, autentica istituzione di Melbourne frequentatata da politici e attori come la star australiana di Hollywood, l’attore Russell Crow che ha espresso dolore per la perdita di Malaspina che era uscito dal locale per aiutare Hassan Khalif Shire Ali credendolo vittima dell’incidente e delle fiamme. Secondo la rete televisiva “Sky News” sul pick-up c’erano delle bombole di gas che se fossero esplose avrebbero causato una vera strage. L’atto di Hassan Khalif Shire Ali è stato rivendicato poche ore dopo dall’Isis attraverso l’agenzia stampa “Amaq” con queste parole “era un nostro soldato”. Anche l’Australia benchè lontanissima, è stata infettata dal virus dell’islam radicale portato da predicatori e immigrati accolti nel paese negli ultimi decenni senza contare che le conversioni all’islam sono in continuo aumento. Tra i predicatori del male spicca la figura di Robert “ Musa “ Cerantonio nato nel 1985 in Australia da una famiglia italo- irlandese, convertitosi all’età di 17 anni e che nel giro di pochissimo tempo è diventato una vera e propria star della predicazione del salafismo grazie a decine di conferenze tenute in giro per il mondo. Venne anche in Italia nel 2013 e predico’ in varie moschee. Robert “Musa” Cerantonio che ha rinunciato alla cittadinanza australiana preferendogli quella delle Filippine (ottenuta per matrimonio), è stato arrestato nel 2016 ed è in attesa di processo in Australia insieme Paul Dacre, Shayden Thorne, Kadir Kaya, Murat Kaya e Antonio Granata che avevavo costruito proprio a Melbourne una cellula che aveva giurato fedeltà all’Isis.

Tra i predicatori salafiti piu’ influenti attivi in Australia oltre a Cerantonio ci sono Junaid Thorne, Wassim Doureihi, Uthman Badar, Wissam Haddad, Omar Succarieh, Harun Mehicevic, Waseem Razvi, Mohammad Ali Baryalei e molti altri che hanno ispirato i 110 foreign fighters partiti dall’Australia per combrattere nel “Siraq”.

Quindici di loro sono deceduti e di molti si ignora la sorte, è invece certo che alcuni foreign fighter siano tornati nella terra dei canguri e rappresentano un pericolo costante per la sicurezza dello Stato. Coloro che invece non sono andati a combattere in Medio Oriente la loro jihad l’hanno fatta in Australia che negli anni ha visto diversi attacchi operati da islamisti. A tal proposito recentemente, le autorità dell’antiterrorismo australiano hanno dichiarato dopo averne sventati diversi che “un grande attentato sul suolo australiano è da considerarsi inevitabile”. A preoccupare come sempre, sono le immense risorse finanziari delle quali godono i gruppi islamici radicali. L’agenzia di intelligence finanziaria “AUSTRAC”, (Australian Transaction Reports & Analysis Center) nel suo ultimo report ha focalizzato tutta la sua attenzione sulle le organizzazioni no-profit (NPO) che operano in Australia e in tutto il Sud-est asiatico che sono ritenute “vulnerabili alle infiltrazioni e allo sfruttamento terroristico”.Il report ha identificato oltre 900.000 NPO attive nel sud est asiatico , senza contare quelle che si non registrate o che sono totalmente sconosciute. A titolo di esempio il loro numero varia di paese in paese solo nel Sultanato del Brunei se ne contano 482 mentre in Indonesia, sono 337.000. Di cosa si occupano? Il loro scopo è quello di costruire alloggi, erogare servizi sociali, istruzione e assistenza sanitaria, attività religiose, sport e ricreazione, arte e cultura ma sono migliaia le infrazioni scoperte da AUSTRAC http://www.austrac.gov.au . L’Indonesia in particolare è stata classificata come la nazione con la più alta minaccia di riciclaggio di denaro a scopi terroristici nella regione, mentre la Nuova Zelanda è quella che allo stato attuale corre i minori pericoli. Secondo AUSTRAC il volume finanziario delle NPO è enorme; In Malesia vengono movimentati 5 miliardi di dollari mentre 275 miliardi di dollari passano dall’Australia. Cifre immense alle quali in troppi e ad ogni latitudine si piegano per convenienza e cosi’ la lotta al terrorismo e alla propagazione dell’islam politico-terroristico resta una pura utopia.

Eyeswiss