NATO, 70 anni e non dimostrarli

NATO, 70 anni e non dimostrarli

Il 6 febbraio il Segretario Generale della NATO Stoltemberg ha potuto dichiarare: “Oggi è un giorno storico. Una volta che tutti gli alleati avranno ratificato il protocollo, la Macedonia diventerà il trentesimo membro dell’Alleanza”.

La firma dei 29 apre, infatti, il processo di ratifica. “Mi congratulo con Atene e Skopje per essere arrivati and un accordo sul nome” del Paese balcanico, ha aggiunto.

Cosi è iniziato l’anno del 70esimo anniversario della costituzione dell’Alleanza Atlantica. Un anno carico di simbolismi, come vedremo.

La NATO composta di trenta paesi è ormai quasi una certezza perché’ se si esclude la Bulgaria, per alcune divergenze sull’utilizzo della lingua macedone di cui definirebbe l’utilizzo ufficiale come una miccia per riaccendere il caos nei Balcani, non s’ipotizza che nessun paese si opporrà all’allargamento alla Nord Macedonia dopo aver superato lo “scoglio” Grecia.

La firma del protocollo non è il solo evento di questo mese. Infatti, il 13 e il 14 febbraio si terrà a Bruxelles la riunione del Consiglio Nord Atlantico a livello dei Ministri della Difesa, riunione che generalmente aggiorna le decisioni politiche e militari prese durante l’ultimo Summit (quello di Bruxelles in questo caso) e che modella l’agenda dell’Alleanza.

A questa ministeriale della Difesa della NATO parteciperà il Ministro della Difesa italiano, Elisabetta Trenta, assistita dall’Ambasciatore Claudio Bisogniero e dalla Rappresentanza italiana alla NATO.

Atteso quanto già emerso dalle riunioni preparatorie, è possibile ipotizzare di cosa si parlerà tra poche ore a Brussels. Anzitutto rimarrà un dossier centrale quello della lotta al terrorismo, l’impegno futuro in Afghanistan e Balcani (Kossovo) e le minacce dovute all’instabilità sul fianco sud dell’Alleanza.

Certamente in agenda saranno esaminati la necessità di cooperazione con l’Unione Europea (gli Stati membri dell’UE hanno unito le forze per potenziare la sicurezza e la difesa nel quadro di cooperazione strutturata permanente: PESCO), la sicurezza cibernetica incluso il cyberspazio, la potenziale minaccia nucleare posta dalla Corea del Nord e Iran e, infine, la costante minaccia proveniente dalla Russia con le connesse operazioni di deterrenza.

Inoltre, punge vaghezza che la Brexit potrebbe essere argomento di discussione soprattutto ora che alcuni analisti britannici commentano sarcasticamente che tutto l’esercito di Sua Maestà potrebbe trovare posto nello stadio di Wembley.

La riunione del 13 e 14 è ulteriormente importante perché anticipa quella dei ministri degli esteri della NATO a Washington il prossimo aprile per celebrare il 70° anniversario della fondazione dell’Alleanza. La riunione sarà negli USA nonostante le tensioni tra alleati europei e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Significativo che i ministri degli esteri si riuniranno nella capitale americana il 4 aprile per celebrare la firma del Trattato Nord Atlantico, chiamato anche Trattato di Washington, che ha gettato le basi per l’Alleanza e firmato appunto dai Ministri degli esteri in carico nel 1949. La celebrazione arriva, come detto, nonostante le persistenti preoccupazioni di alcuni membri della NATO sull’impegno di Trump nei confronti dell’Alleanza stessa.

Lo svolgimento della riunione a Washington è un atto simbolico ma nessuno, al momento, manca di tenere in considerazione che, prima di entrare in carica, Trump aveva definito la NATO “obsoleta”. Funzionari statunitensi hanno sottolineato che Washington è pienamente impegnata nei confronti della NATO e della difesa reciproca ma Trump continua a rimproverare gli alleati europei per non spendere abbastanza per le loro forze armate (il più volte citato 2% del PIL per la difesa), con particolare attenzione alla Germania.

Infine, una riunione dei Capi di Stato NATO è prevista per la fine del 2019 a Londra. “Sono lieto di annunciare che gli alleati hanno concordato che la prossima riunione dei capi di Stato e di governo della NATO si terrà a Londra nel dicembre 2019”. “Siamo grati al Regno Unito per aver accettato di ospitare questo incontro nel 70 ° anniversario della NATO” ha dichiarato il Segretario Generale Stoltemberg.

Altro atto simbolico, ricordando che Londra era la sede del primo quartier generale della NATO. Il Regno Unito è stato uno dei dodici membri fondatori dell’Alleanza e l’incontro a Londra viene presentato come un’opportunità per i capi di stato e di governo alleati per affrontare le sfide di sicurezza che attuali e in future e per garantire che la NATO continui ad adattarsi per mantenere la popolazione degli stati membri, di quasi un miliardo di persone, al sicuro.

Visto l’approccio ormai consolidato di Washington quello che sarà davvero importante nel corso dell’anno è che gli stati europei dimostrino collettivamente di voler raggiungere una capacità di difesa proporzionata ai pericoli che li minacciano coerenti con l’effettivo mantenimento di una credibile relazione transatlantica di sicurezza e l’equa condivisione degli oneri che una relazione profonda e duratura con l’altra sponda dell’Atlantico richiederà. Se si realizzerà un aumento della difesa tramite un esercito europeo o il più probabile esercito di europei, gli europei stessi dovranno spendere di più del 2% chiesto dagli USA per la difesa e generare forze armate forse molto più numerose e sicuramente avanzate tecnologicamente.

Giusto allargarsi in chiave di contenimento alla Russia ma ancora più giusto gettare più di un occhio preoccupato e attento a quello che avviene sulla sponda sud del “Mare Nostrum” e ancora più in là sulla sponda est del Golfo.

A settanta anni in tutti i paesi del mondo si va in pensione ma non si può “pensionare” la sicurezza dell’occidente.

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